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    L’Isola di Montecristo, un’ oasi inespugnabile

    Selvaggia e disabitata, l’Isola di Montecristo è un paradiso incontaminato.

    Si estende per circa 10 km² nel Mar Tirreno nell’arcipelago toscano, a ovest dell’Isola del Giglio e del Monte Argentario, e a sud dell’Isola d’Elba, all’interno dell’Arcipelago Toscano. E’ inclusa nel territorio del comune di Portoferraio, in provincia di Livorno, ed è riconosciuta come Riserva Naturale Integrale Statale. E’ un’isola montuosa, costituita principalmente da granito e da 16 km di coste rocciose a picco sul mare, con un unico approdo costiero presso la spiaggia di Cala Maestra.

    L’isola è disabitata, ci vivono stabilmente solo una coppia di custodi dell’isola, cosa che ha consentito la conservazione di flora e fauna, particolarmente ricche e affascinanti. Soltanto a Montecristo, infatti, vivono alcune specie vegetali e animali un tempo presenti in tutto il Mediteranneo, e oggi pressoché scomparse. E’ il caso della splendida felce Osmunda regalis, che cresce grazie all’umidità presente nella Grotta del Santo. Particolarmente affascinanti sono anche i lecci millenari, l’Erica Arborea, gli eucalipti, le magnolie i pini d’Aleppo e gli oleandri.

    Per quanto riguarda la fauna, l’animale più caratteristico del territorio è la capra selvatica, una specie che vive soltanto a Montecristo. L’ambiente marino è molto ricco: anemoni marine, praterie di posidonia, coralli, pesce luna e perfino foche monache, rarissime in acque italiane. Fra gli uccelli, va annoverata un’aquila particolarmente rara (l’aquila del Monelli) insieme a corvi imperiali e a uccelli migratori che fanno sosta sull’isola prima di percorrere numerose miglia in volo.

    Il clima è mite, ventilato, con estati mai troppo calde e inverni mai troppo freddi.
    I luoghi principali di interesse sono: la Fortezza di Montecristo, il Monastero e la Grotta di San Mamiliano, l’orto botanico e il piccolo Museo di Storia Naturale, l’ottocentesca Villa Reale e i ruderi della Chiesa di Santa Maria nell’omonima cala.

    In quanto riserva naturale, non è possibile pernottare nell’isola. E’ inoltre vietata la pesca, la balneazione, l’approdo, la sosta e l’ancoraggio entro un certo numero di miglia. L’accesso stesso all’isola è limitato a un massimo di 1000 visitatori l’anno, in base alle direttive imposte dal Consiglio d’Europa. La richiesta va fatta al reparto dei Carabinieri Forestali di Follonica. Essendo molto alto il numero dei richiedenti, i tempi di attesa possono essere anche molto lunghi (circa tre anni).
    Viene data priorità agli studenti e ai ricercatori scientifici. Sono ammesse solo visite guidate per un massimo di 50 persone alla volta, guidate dal personale dei Carabinieri Forestali. Le richieste possono essere effettuate contattando telefonicamente o tramite e-mail l’amministrazione dell’Ufficio Territoriale Biodiversità di Follonica.

    Negli ultimi anni è possibile visitarla con escursioni organizzate dall’ente Parco Nazionale Arcipelago Toscano tramite prenotazione con un numero massimo annuo di 1725 persone, con severe regole di comportamento sull’isola.

    Del resto l’Isola di Montecristo, resa leggendaria dalla penna di Dumas, è un patrimonio da salvaguardare, un vero e proprio tesoro che non può andare perduto.

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