Un’esperienza da cercatori d’oro nella valle del Gressoney

Un’esperienza da cercatori d’oro nella valle del Gressoney

Gressoney

Cercare l’oro è una divertente attività low cost da cui possono derivare grandi soddisfazioni.

Non si tratta solo di un mito o di un hobby fine a se stesso, quanto piuttosto di una ricerca stimolante che permette di entrare in contatto con territori di grande bellezza.

Una località più che interessante per tutti i cercatori, esperti o alle prima armi, è la splendida valle del Gressoney, in provincia di Aosta.
Conosciuta anche come Valle del Lyl, per via dell’omonimo torrente da cui è attraversata, questa vallata valdostana è contraddistinta da una forte vocazione turistica.

Il motivo risiede, oltre che nelle cime suggestive del Monte Rosa che si estendono lungo il confine con la Svizzera (perfette per praticare sport invernali o economiche escursioni estive) proprio nell’antica miniera d’oro (chiamata Pisse) al confine con i territori di Alagna.

Si tratta della più alta miniera d’oro d’Europa (circa 3000m).

In generale, tutta la zona è ricca di numerosi giacimenti auriferi.
Per chi decide di partire all’avventura cercando l’oro nella valle del Gressoney, l’attrezzatura necessaria varia a seconda delle caratteristiche del luogo da perlustrare. Se si tratta di un torrente, non possono mancare stivali di gomma, setaccio, pala e secchio. Nel caso di una miniera, invece, sono indispensabili casco, guanti, torce e zappa.

Ma come si fa a capire, una volta terminata la ricerca, se il materiale trovato sia effettivamente oro?
Esistono vari metodi. In primo luogo occorre sfatare il mito dell’oro che “luccica”: l’oro non brilla mai, a meno che non sia bagnato o a diretto contatto con una fonte luminosa. Il colore dell’oro è un inconfondibile giallo denso, la cui intensità varia in base alle percentuali di rame e argento in esso contenute.
Bisogna stare attenti, inoltre, a non confondere l’oro con la pirite, che ha un colore luccicante molto ingannevole.

In secondo luogo, occorre ricordare che l’oro ha una forma irregolare, con angoli e sporgenze di forma arrotondata (al contrario della pirite che, in caso di cristallizzazione, si presenta appuntita).
Anche la mica può trarre in inganno il cercatore alle prime armi, per via dei bagliori sprigionati dal minerale. Tuttavia, si tratta di un’impressione che dura pochi secondi, poiché al tatto le miche si sfaldano facilmente, essendo composte da cristalli minuscoli estremamente flessibili.

La soluzione migliore per sfatare ogni dubbio circa il materiale trovato è quella di rivolgersi a un Compro oro, dove un professionista del settore valuterà il vostro campione “strisciando” il materiale su un’apposita pietra, su cui poi andrà versata una specifica sostanza.
Se sulla pietra rimarrà una striscia gialla significa che avete trovato l’oro.
In caso contrario, continuate a cercare!